Welcome back miei cari.
Eccomi qua. E non da sola.
Come, forse, avrete constatato il prescelto coinquilino del mio conteso cranio si è, ormai, stabilito nei meandri più nascosti del loco.
È fortemente probabile che le mie lunghe assenze siano strettamente correlate all’evento in questione. Dopo tutto c’era da aspettarselo viste le referenze in scheda.
A quanto pare il dramma di dimenticarsi tutto non è il suo problema più grande. Di fatti il nostro Osvaldo è solito smarrire cose ben più importanti delle chiavi della macchina. Mi riferisco a sé stesso.
Si perde continuamente. Non riesce ad ambientarsi e mi succedono cose a dir poco irritanti.
È per questo che non ricordo quasi mai perché sono entrata in una stanza. E credo sia per questo che ieri ho baciato il postino chiamandolo morbido budino. In compenso la posta mi arriva puntuale.
Diciamolo: ci hanno rotto un po’ i santissimi.
Su, andiamo, lo so che lo pensate anche voi.
Mi riferisco a tutte quelle bloggers, fotobloggers, pseudo musiciste-poetesse-pittrici-ricamatrici-pettinatrici di cani che trasudano affascinante sofferenza.
Quelle che si fotografano in posa da Ophelia annegata, che meditanto e scrivono di volersi tagliare le vene, che ascoltano raffinate versioni di musica dance in do minore eseguite dalla filarmonica di Borgofranco d’Ivrea.
Ma, ragazze mie, allegria! Capisco molto bene che dall’alto dei vostri 20 anni scarsi avrete, ormai, visto cose tra le più crude e deprimenti nei vostri numerosi viaggi in cerca della verità in mezzo alla miseria, ma ora basta!
Gioite delle vostre mutande firmate, delle vostre costosissime fotocamere d’ultima generazione e della vostra vasta collezione di tatuaggi autoprodotti.
Perché, credete a me, non solo gli anni ’70 sono finiti da un pezzo ma, tutto sommato, siete nelle condizioni di farvi una risata ogni tanto.
E qui mi chiedo:
Che ci sarà mai di male nell’essere allegri?




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Di come il mio cervello mi lasciò e il perché non capirò
Ieri pomeriggio, tramite msn, il mio amico Chaky mi ha chiesto se il mio blog fosse in ferie. Gli ho spiegato che, in realtà, non è il blog ad essere in ferie, bensì il mio cervello.
Più che di una vacanza vera e propria si tratta di un viaggio, uno di quelli seri, lo definiremo “di lavoro” (paroloni).
La settimana scorsa mi sono svegliata e l’ho trovato affacciato alla finestra della mia stanza mentre fumava. Odio quando fa così, lo sa che non voglio che fumi ma è testardo. Mi sono avvicinata e gli ho chiesto “Eccallà, che c’è mo?”
“Stai zitta e siediti! E metti in bocca una mentina, appena sveglia c’hai un alito micidiale”
“Guarda che non puoi rompere i santissimi solo perché tu non dormi”
“Ti ho detto siediti!” Oh, pareva una cosa seria e mi sono seduta.
A quel punto mi fa: “Senti, io non so come la vuoi mettere ma a me non piace come stanno andando le cose. Sai solo criticare me senza fare una vera e propria autocritica. No, perché io sarò pure un cervello mediocre ma, te c’hai le gambe troppo corte e le tette troppo grosse se proprio la vogliamo dire tutta.” “Uh madonna mia- esclamo io- mo mi sto zitta e non ti critico più e poi che cazzo ti fumi..” “Aeh, lo vedi? N’altra volta! Comunque non è questo il problema. Ho pensato che, siccome tu non ti sai trovare il lavoro che ci manterrà tutti e due, ci penso io. Domani me ne vado, parto per l’Australia e imparo a fare il mandriano. Tu mi devi solo raggiungere tra due mesi, ti ho pigliato pure il biglietto per l’aereo, sta nel comodino. Vedi, te l’ho scritto pure sulla lavagnetta così non ti dimentichi (mi conosce bene, lui)” “Ma ti sei bevuto il cer…ehm,ma si scemo?” “Ti ho detto che te a sta zitt! Fai come ti dico, poi mi faccio vivo io”
E’ uscito sbattendo la porta lunedì scorso alle 9 meno un quarto, con la mia valigia Roncato sfera blu. Che cacchio ci abbia messo dentro è un mistero.
Fatto sta che mi ha scritto, ma senza di lui non capisco una mazza, non so più leggere, non so più scrivere (questo post l’ho dettato ad un volontario) e qui torna la veridicità della mia opinione sul suo conto. Se fosse stato sveglio non mi avrebbe mandato una lettera che non avrei potuto leggere.
Ve l’allego poi mi spigate voi
“We, signorì, eccomi come promesso. Ricordi che ti avevo detto di raggiungermi? Beh, mi sa che ho cambiato idea.
Infondo lo sapevamo tutti e due che tra di noi non avrebbe funzionato. Tu non sopporti le mie sigarette ed io il tuo fottuto tè verde. Lo so che ora per te sarà difficile ma, sinceramente, mi passa per l’anticamera del cer..ehm, non mi importa molto. Sei sempre stata una scassacazzi e benché io non credessi davvero che c’hai le gambe corte e le tette troppo grosse, sono fermamente convinto del fatto che la bionda che ho trovato qui sia molto meglio.
Ja, senza rancore, mi rifaccio vivo io.
Forse.
Fa la brava.
Your Brain.”
Cosa avrà voluto dire?