Ich bin
Sono un'amante cinica, una tenera killer, una razionale che sogna ad occhi aperti, una brillantissima stupida, un'allegra frignona, una prevedibile incoerente, una tosta smidollata Sono tutto e il contrario di tutto Sono io e basta
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Schifo e Gradisco
Odio : Le teste di Minchia
Amo : Chi non lo è
La mia musica : Amo il Rock, il Soul, la Folk, l'indie, la celtica, il jazz. Odio quella che piace, generalmente, alle teste di minchia!
I miei libri : Quelli di Benni, Baricco, Eco, Caldwell, Orwell...tendenzialmente non mi piacciono quelli che leggono le teste di minchia
Santa Verità
La vita è questione di culo: o ce l'hai o te lo fanno (F.Regiani)
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Ecco come siete capitati qua in mezzo

postato da AlinaBabaFriend alle ore 15:23
giovedì, 16 luglio 2009

Il quasi lungo addio

Non sono mai stata particolarmente costante con questo blog.
Non lo ero nemmeno con il mio diario segreto da piccola. Mi piaceva il lato meramente visivo e tattile della cosa, l'idea di averne uno, ma niente di più.
Anyway, scrivo per dare notizie.
Dove eravate rimasti? Al titolo inutilmente conseguito?
Inutilmente, si. Da allora ho continuato a fare la copertinara, mi sono procurata un lavoretto fotografico e ho fatto la volontaria. Volontariamente andavo a lavorare senza vedere il becco di un quattrino.
Ma con amore eh?!
Beh, non essendo Gianfranco Marziano ho dovuto prenere in mano le mie scarse competenze, il mio inutile titolo conseguito e la mia determinazione e decidere. Aiutata anche dalla lettura costante di quotidiani italiani ed europei ho deciso, insieme a Federico (ormai lo sapete tutti chi è) di espatriare, perciò, il primo settembre parto, con un biglietto di sola andata, per Berlino.
Non avevo mai preso un biglietto di sola andata.
Mai nella vita...
Ma tant'è. Ho avuto la fortuna di nascere in occidente, nello stato di regime in cui due ragazzi laureati e qualificati se ne devono andare per sperare di avere un futuro.
Ma va bene.
Poche cose mi mancheranno.
Oltre alla mia famiglia e i miei amici, forse solo le giornate di sole e gli spaghetti con il pomodoro e il basilico appena colto, il profumo del mare e... non mi viene in mente altro.
Una volta lì apriremo un blog in comune perciò è possibile che questo venga chiuso o che lo tenga aperto perché io sono la persona più nostalgica del pianeta terra ma non ci scriverei.
Perciò arrivederci miei cari, tornerò per postare il nuovo link.
Tschüß


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postato da AlinaBabaFriend alle ore 12:08
lunedì, 06 aprile 2009

Corriere della Sera.it
MILANO - Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, inviperito martedì 31 marzo si era scagliato contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedendo una punizione. Tra gli «imbecilli» c'era Giampaolo Giuliani, ricercatore presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso che, in seguito allo sciame sismico che sta interessando l'Abruzzo da più di un mese, Leggi ancora...


Che altro dire? Bertolaso dimettiti? L'hanno fatto in molti.
Penso sia solo il caso di stare zitti una volta tanto...
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 18:17
giovedì, 15 gennaio 2009

Un giorno io mi guarderò indietro e mi farò grasse risate.
Perché io mo mi cago sotto che non so che lavoro fare, dove andare a vivere, e che devo imparare a parlare bene una lingua straniera che per ora so solo dire "Ciao, come ti chiami? vorrei mangiare una tornta di mele, e scusa per  caso sai dove cazzo sta Marienplatz?".
Però poi un giorno schiatterò a ridere pensando a tutto ciò, ne sono sicura.
Come quando mi cagavo sotto per la discussione della tesi. E poi dopo il mio dolce professore era assai stupito del fatto che il mio fosse un buon lavoro. Si vedeva proprio nei suoi bulbi oculari. Mi guardavano con lo stupore variegato alla meraviglia. Perché lui non mi dava 4 danari perché c'avevo una media non proprio brillante. E pensava che non sapessi chi fosse Kierkegaard. E pensava che io non avessi mai letto un libro pure se ho scritto cento pagine di tesi su un genere letterario americano. Certe volte la gente cervellotica si comporta come se in realtà non ne avesse molto di cervello. Ad ogni modo il suo stupore variegato alla meraviglia mi ha fatto sentire assai soddisfatta e se mo ci penso un mezzo sorriso in faccia mi si stampa.
Ergo io un giorno mi guarderò indietro e mi farò grasse risate.
E lo farò nel mio fottuto wintergarten!
Tzè
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 15:40
martedì, 02 dicembre 2008

Io volevo dire che non sono fatta per viaggiare da sola.
Mi viene troppo quel "patè" d'animo della paura di finire in Paraguai. Come quella signora che si perse, pigliò il pullman per andare a 'na parte e poi finì a tutt'altri cazzi e nessuno parlava la sua lingua, la pigliarono per pazza e la chiusero in un manicomio.
Io non ci voglio andare al manicomio, pure se magari mi potrebbe fa bene.
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 11:23
mercoledì, 26 novembre 2008

FUI DOTTORA

Assafà a Maronna

Olè
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 19:26
giovedì, 06 novembre 2008

CONVERSAZIONI VIA MSN DI FIDANZATI INFORMATI

POLITICA ESTERA:

-Peppermint Ale-: Cmq, secondo me, a Obama l'hanno votato perché è bello
Keyser Soze: esatto
-Peppermint Ale-: fa nienta
-Peppermint Ale-: va bene uguale
Keyser Soze: mccain è un bacucco
-Peppermint Ale-: auhauauhauha
Keyser Soze: e la palin parev chuck norriss femmina
-Peppermint Ale-: vero
-Peppermint Ale-: auhahauhuahuahuha
-Peppermint Ale-: esattooooo
-Peppermint Ale-: mi fai morì

POLITICA LOCALE:
Keyser Soze: mi viene da pensare a come trovare un pò di serenità e di sana progettualità nella mia vita :°
-Peppermint Ale-: la verità è che non puoi farlo
-Peppermint Ale-: perché qui non c'è la possibilità oggettiva di poter realizzare le cose
-Peppermint Ale: allora uno si arrangia, cerca di ottenere il meglio da sé stesso e dalle proprie possibilità
-Peppermint Ale-: ma la verità è che non possiamo sperare di andare a dormire fottendocene dell'affitto, delle bollette e pensando a che vacanza fare
-Peppermint Ale-: allora, perciò, ti dico
-Peppermint Ale-: facciamoci il mazzo per i prossimi 3-4 anni
-Peppermint Ale-: se le cose non cambiano
-Peppermint Ale-: ce la cerchiamo altrove la stabilità
-Peppermint Ale-: la priorità ora è investire in sé stessi
-Peppermint Ale-: impariamo a lavorare, studiamo n'altra lingua...cose così
Keyser Soze:  sono d'accordo al 140% con te

Almeno siamo d'accordo...
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 16:41
giovedì, 30 ottobre 2008

QUALCUNO UNA VOLTA MI DISSE: "MA NON TROVI PACE CO STO TEMPLATE?"

No.
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 13:15
lunedì, 27 ottobre 2008

BILICO COSTANTE
(Conservare o no la fiducia verso il genere umano)
Perdo la fiducia, poi la riacquisto e poi la riperdo.
Giovedi sono stata all'università per parlare con il mio relatore di tesi. Lì perdo la fiducia per due ragioni:1) l'università è investita dal suo solito fancazzismo e mortorio culturale. Niente assemblee, nessuna interruzione, niente di niente. Mi aspettavo di trovare il caos totale e ne sarei stata felice, ma niente. In fila al bar ci sono i soliti greggi di persone che dall'alto dei loro 400 euro di vestiti parlano, con un cattivo italiano, del più e del meno, della festa di turno, del reality di turno e su come studiare il minimo possibile per superare un esame che è solo uno tra i tanti.
2) Il professore si è di nuovo dimenticato del nostro appuntamento. Lo chiamo per sapere dov'è e frettolosamente mi dice: "Arrivo tra una mezz'oretta". Lo aspetto per un'ora. Parlandoci scopro che di tutto ciò che ho scritto lui non ha letto una sola riga. Parlandoci ancora scopro che ha addirittura perso ciò che gli avevo portato da correggere. Allora segue un'ora di colloquio in cui non ricevo alcuna indicazione per andare avanti e non ricevo alcun aiuto per scrivere un titolo, che dopo poco decido io. Invece ricevo sguardi perplessi per la mia media decisamente "media" e non brillante derivata da un problema d'ansia che non ho mai imparato a controllare. Non una parola sul mio lavoro, il mio impegno, la mia resistenza alle difficoltà e l'aver ottenuto un risultato che, se pur non ottimo, mi sono guadagnata con fatica e determinazione.
Mi affianca un correlatore che tempesivamente mi corregge un capitolo. Breve riacquisto della fiducia. La riperdo perché so che non ha letto gli altri. Ma sono pronta a riacquistarla....

Venerdi torno all'università per consegnare la domanda di laurea. La ressa mi fa pensare di non essere l'unica cogliona che si riduce all'ultimo momento. Faccio la fila in segreteria, scambio sguardi con una ragazza poco più grande di me che è già madre. Si sta per laureare anche lei, mi rivolge attenzioni, mi fa gentilezze, vuole cedermi il suo posto in fila ma non accetto. Non so niente di lei ma le voglio bene. E voglio bene al suo bambino che crede di stare in un ospedale perché quel posto è troppo brutto per essere un'università. Gioco con lui, gli chiedo come si chiama ma si intimidisce. Forte riacquisto della fiducia.
Dietro di me ci sono tre ragazzoni che discutono di fantacalcio. Parlano ancora fino ad arrivare alla riforma Gelmini. "Io sono d'accordo con questa riforma, chi non vuole fare niente se ne deve andare a casa...e poi una maestra sola basta e avanza". Li ascolto per lunghi minuti finché non perdo la pazienza. Io e la ragzza di prima ci giriamo all'unisono per attaccare: "Ma come fai a ragionare così? Tu ti stai per laureare ed elogi una riforma che ha lo scopo di allevare branchi di ignoranti plasmabili. Credi davvero che una sola persona sia in grado di gestire tutti gli insegnamenti? Credi davvero che non ci sia un altro motivo per cui stanno licenziando migliaia di persone? Hai mai sentito parlare della P2?" mi risponde perplesso. "Ma che c'entrno le cose che stai dicendo? Io sono stato a scuola dalle suore, avevo una sola maestra e pure mi pare di essere venutos su bene!"...
Smetto di replicare. Mi rattristo, faccio due conti, penso ai 20 anni di mediaset e penso che ormai siamo in un punto di non ritorno.
Perdo la fiducia verso questo Paese. Non vi è alcuna possibilità di ripresa.
Filippo Gatti,  chiude una sua canzone dicendo qualcosa come "Se sto consumando troppa aria ditemelo, che vado a consumare aria estera". Mi trovo d'accordo con lui.

Nonostante tutto resto ottimista e determinata. Ho un progetto di vita che voglio realizzare, provo a fornirmi gli strumenti culturali per farlo. Se non sarà qui sarà altrove.
Ma finché potrò guardare una sconosciuta e amarla, finche potrò abbracciare un cantantautore che canta quello che sento e che mi ringrazia per il solo fatto di averlo ascoltato io non perderò la fiducia nelle persone. Potrò perderela nei popoli, ma non nelle persone.


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postato da AlinaBabaFriend alle ore 17:47
venerdì, 17 ottobre 2008

TORRE DI CONTROLLO AIUTO STO FINENDO L'ARIA DENTRO IL SERBATOIO

Mi serve una boccata d'ossigeno
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 18:42
lunedì, 29 settembre 2008

IL NEMICO DEL POVERO È IL PIÙ POVERO E COSÌ ALL'INFINITO

Questo mondo non mi appartiene.
O, forse, sarebbe più appropriato dire che io non appartengo a questo mondo.
Non mi ci identifico, non mi ci riconosco, non mi rappresenta.
Non riesco, da giovane occidentale privilegiata, a trovare la mia dimensione di serenità.
E di chi è la colpa? È mia, della crisi economica, della disoccupazione, dell'inflazione, della xenofobia.
Per me tutto questo non è che il risultato di un percorso ragionato. Perché popoli disinformati, scoraggiati e spaventati sono più facilmente plasmabili. È più facile spremerne l'essenza per arrecare beneficio a chi ha messo in atto  un percorso di regressione come quello che stiamo attraversando.
E la cosa mi lascia mal sperare.
Soprattutto perché so bene di vivere in un posto in cui la gente è addormentata e accetta, senza pensarci, tutto quello che gli viene proposto, stordita da lotterie nazionali, lustrini, pacchi e troni pomeridiani.
Sogno una dimensione in cui il desiderio di avere una casa in cui vivere e un lavoro che permetta di pagarsi poche necessità non debba essere una chimera ma un progetto di vita realizzabile.
Mi spaventano i discorsi della gente che è finita nei centri di accoglienza. Stipendi e pensioni non bastano più a mantenere uno stile di vita dignitoso. Ma chi ne è vittima non sempre è in grado di riconoscerne il responsabile. C'è chi sostiene che sia stata una cosa giusta, da parte dei Casalesi, ammazzare tutti quegli immigrati. "È colpa loro se noi siamo finiti qui a fare la fila per avere da mangiare. Si sono presi quel po' di lavoro che ancora avevamo...". E così il nemico del povero diventa il più povero, fino al miserabile.
Ancora, mi spaventano i discorsi di chi parla per slogan appellandosi a ideali che definire anacronistici è poco. Non basta indignarsi e poi non fare niente. Non basta darmi la colpa se penso di comprarmi un divano all' Ikea perché non potrei permettermi altro.
Io mi scuso con chi leggerà, ma sto attraversando il mio momento di smarrimento

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postato da AlinaBabaFriend alle ore 18:06
giovedì, 25 settembre 2008

Allenarsi in palestra come Daniele Interrante
Con questa mitica chiave di ricerca qualcuno è finito su questo blog.
Voglio dire a te, ragazzo mio, che sei nel posto sbagliato.
Questo blog approva e, addirittura, incoraggia l'uso dei congiuntivi. Incoraggia i lavori che escludano la clausula dell'estrema unzione con sudore finto e incoraggia il libero esercizio del pensiero.
Perché non cerchi il numero di Daniele Interrante? Magari puo' darti sani consigli su come ci si specchia in palestra o su come va spalmato l' unguento sulla fitta muscolatura oppure, addirittura, ti proporrà di allenarsi insieme.
Niente è impossibile mio giovane internauta...
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 10:44
venerdì, 19 settembre 2008

PIRLE...EHM, PERLE ROMANE

Il soggiorno romano ha portato con sé delle perle niente male:

Fede: Allora, che hai fatto oggi mentre ero al lavoro?
Me: Mha, stamattina sono uscita. Ho fatto la spesa, sono andata un po' in giro per l'isolato.
Fede: Uhm e poi?
Me: Ho parlato con il rumeno che chiedeva l'elemosina.
Fede: E che diceva?
Me: Non molto. Non ci capivamo. Ci siamo dati il cinque!
Fede: Ah...

Mamma: Mi raccomando, chiamami almeno una volta al giorno!
Me: Sine mà.
.....
Me:
Pronto? Mamma?
Mamma: We, che vuoi?
Me: Scusa, non ti dovevo chiamare almeno una volta al giorno?
Mamma: Ah, si...

Sandra: Ah, tu abitavi a Sarno?
Me: Purtroppo si.
Sandra: Io ci ho fatto il liceo a Sarno, andavo in classe con due tizie che sono state dalla DeFilippi.
Me: Ma mica erano quelle che andavano in giro ammanettate?!?!?!?
Sandra: SIIIIII!!!!!!
Me: AAAAAAAAAHHHHH....

Al ristorante giapponese
Me rivolta a cuochi e camerieri: Konitchiwa, domo, arigato, ai, sushi, sahimi, norimaki, miso...
Fede: ....

Santa Maria in Trastevere
Barbona alcolista 1: 'Mmazza oh, tua figlia quanto parla! M'ha fatto el terzo grado, m'ha fatto.
Barbone alcolista 2: E' piccola.
Barbona alcolista 1: Si ma io gliel'ho detto che non deve rompe li cojoni!


Il soggiorno non è ancora finito.
Potrei sfornarne altre.
Saluti
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 13:14
lunedì, 15 settembre 2008

PERCHÉ LA CALMA É LA VIRTÚ DEI FORTI
(LA SALMA LO É DEI MORTI...)


Io penso, davvero, che se tutti ci mettessimo a contare saremmo più sereni.
Meno litigiosi, per lo meno.
E ve lo dice una che ha trovato non poche difficoltà nell' esercitarsi tra funzioni, espressioni, equazioni e roba che termina con la desinenza "oni" (vedi anche coglioni).
Ultimamente ho bisogno di contare spesso.
Soprattutto pagine di tesi, salviettine al latte detergente (le ricompro prima che finiscano. se resto un paio di giorni senza va a finire che vado a letto senza struccarmi. la mattina, però, non è bello specchiarsi.), minuti che scorrono tra una cazziata* e l'altra.
É una vita difficile la mia.

Sono in ansia.
Dovrei pensare ad una cosa per volta.
Ma non lo faccio.
Neanche per sbaglio.
L'idea di trasferirmi mi elettrizza, mi piace cominciare a fare cose nuove ma, di norma, preferisco sapere prima che cacchio devo fare. Un lavoro o qualcosa che ci assomiglia lo troverò ma mi piacerà? Sarò brava? Riuscirò a muovermi per Roma senza perdermi un giorno si e l'altro pure? Mamma e papà non potevano concepirmi con un senso dell'orientamento migliore? Stavolta evito di tirare in ballo Lubrano.
I miei genitori reagiscono a modo loro.
Ho la sensazione che già avvertano un po' di crisi da nido vuoto, crisi da mancato pranzo (che cucino io), da mancata cena (che, spesso, cucino io), da mancata saccente in famiglia (che sarei io).
Mia madre mi ha comprato tazze e tazzine in quantità che io non so nemmeno se avrò spazio in casa per metterci dentro me e Federico.
Mio padre mi da sempre torto. Così, per ingannare il tempo.
Mia sorella dice che quando me ne andrò si sentirà sola e depressa.
Io nel frattempo mi sento sempre più a mio agio...
Per fortuna ho un cuginetto logorroico di quattro anni che mi fa "Ale tu non essre triste quando te ne vai, divertiti."
E questo è quanto.

A questo punto parlare di Pan di Stelle mi pare superfluo.
Saluti.

*cazziata=sgridata. lo dico per la gente del nord, eh...


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postato da AlinaBabaFriend alle ore 14:37
venerdì, 12 settembre 2008

IL BUCON NERO E' LA SOLUZIONE

In fondo va bene così.
Il genere umano rappresenta il fallimento del disegno divino, lo dico sempre.
Federico mi dice che sto attraversando la mia "traversata nel deserto" e che se, magari, emigrassimo sarei più ottimista.
Naaa, non credo.
E' che a me proprio la gente ispira sempre meno fiducia, quindi al massimo mi dovrei trasferire in uno zoo safari.
Il buco nero va bene.
Ma dopo novembre sennò va a finire che ci estinguiamo e manco sono riuscita a laurearmi checcazzo.

Nel buco nero, però, mi voglio portare i Pan di Stelle.


Saluti
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 17:44
martedì, 09 settembre 2008

GRDANDI VERITA' E FORTI INTERROGATIVI

La gente è fondamentalmente brutta.
E spesso non fa che esaltare questo lato di sé.
Detto ciò non penso di essere messa meglio, sia chiaro, ma la considerazione nasce, comunque, spontanea.

Quando non riesco a dormire faccio strani conti.
Tipo: con quante persone avrò pomiciato nella mia vita?
E le femmine valgono, visto che non sono gay?
E di quanti mi ricordo il nome?
E di quanti addirittura il cognome?
Quante frasi assurde sull'amore in stile telefilm ho sentito semplicemente camminando per strada?
E quante di queste mi hanno fatto venire i brividi?
E' più raccapricciante quella che recitava "Le tue parole dicono una cose e i tuoi gesti ne dicono un'altra" oppure "E' come se mi fossi messa in una prigione di cui lui ha le chiavi"?
E ancora, quante volte sono andata in crisi prima di scoprire che mamma aveva cambiato il posto della cartaigienica?
La risposta è Non Lo So
La lubranesca memoria mi tiene sveglia e mi invecchia anzitempo.

Mannaggia a PippoBBaudo che ha avuto 'sta brillante idea di chiamare il culo "Lato B"!

Ma se metto il dietor sui Pan di Stelle poi diventano leggeri?

I ciccioni dicono sempre che in realtà mangiano poco è che sono di ossatura grossa e non fanno molto sport.

Ma se dopo i Pan di Stelle faccio 20 serie di addominali posso mangiare altri Pan di Stelle?

I Pan di Stelle sono ottimi biscotti.
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 10:08
giovedì, 07 agosto 2008

ATTENZIONE, WARNING, ACHTUNG, ATTENTION!!!
Questo post non verrà scritto in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali.
Si presenterà, piuttosto, come un'enorme accozzaglia di idee senza senso.
Grazie per l'attenzione e buona lettura.


Sono tesa per la tesi.
Pensate un po'.
E non solo per quello.
Pare che il mio meraviglioso esame di "Metodologia e Tecnica della Ricerca Sociale" sia stato smarrito.
L'omino della segreteria mi ha guardata con fare sospetto e si è lanciato in esclamazioni per niente rassicuranti:
"Bha....io non lo vedo....ma quando l'avresti fatto?"
"Ehm, l'ho fatto(!) nel gennaio del 2007"
"Mmm..."
"...ho portato il libretto, magari puo' essere utile..."
"NOOOO, non mi serve proprio a niente, potresti pure averlo firmato tu quello"
"...capisco....e mo che cacchio faccio?!?"
"Eeeeh...guarda...compila questa richiesta formale e poi vediamo di cercarlo..."
"Ok.....(scrivo...). Fatto, senta come posso fare a sapere quando lo trovate? Sa, mi dovrei laureare alle prossime sedute..."
"Tu l'hai messo il numero di telefono sul foglio?"
"Si!"
"Eh, mo aspetta!"
"Grazie...(hfhsòolAòHLFDGKDLK****sjdlja**)"

Ho deciso che non mi voglio disperare. L'ho fatto per un paio di giorni e tutto quello che ho ottenuto è stato un forte mal di stomaco.
Prorpio ieri parlavamo degli obiettivi di vita, del realizzare i sogni d'infanzia, discussione scaturita da questo bellissimo video. Io ho lo stesso sogno da quando ero piccola. Sono cresciuta in una famiglia più o meno numerosa con un paio di cugine che mi torturavano, essendo io la più piccola. Ero una criatura non molto diversa da ciò che sono ora, riservata, un poco permalosa (su questo ci ho lavorato tanto) e poco incline allo scassamento di zebedei.
Ergo il mio sogno d'infanzia si è trasformato in un progetto concreto: "VOGLIO STA TRANQUILLA".
In virtù del fatto che non posso evitare che certe scocciature (più o meno gravi) accadano non  mi resta che modificare il mio approccio ad esse.
Esempio:
"Oh cazz! Dov'è il mio esame di metodologia?!?!?!
...
...
Vabbuò verrà fuori, io l'ho fatto, da qualche parte deve stare e se proprio mi fanno laureare a novembre, invece che a settembre, pazienza!"

Visto?
Non sono brava?

Il prossimo passo per il raggiungimento dell'ambito scopo è: Credere in ciò che mi racconto!


Di seguito una lista di illuminazioni raccolte negli ultimi mesi di inattività letteraria, cari lettori:
  1. Chi si inventa delle malattie che non ha per suscitare l'interesse e la compassione altrui è all'ultimo stadio della pazzia. Non gli resta che infilare la testa nel water e tirare l'acqua.
  2. La puzza di ragù alle otto di mattina mi stronca sul nascere.
  3. Il mio ostinato interesse verso l'attualità, la cronaca e la politica mi hanno spinta a desiderare di essere parte di un'altra specie animale. Chessò magari un cane, un gatto, una drosofila...
  4. Gli affitti delle case a Roma sono a dir poco allucinanti. Mi comprerò un tappeto e una piantina e il fondo del ponte milvio mi sembrerà molto accogliente.
  5. (AAA SOLO PER GLI EBOLITANI) Cazzo scolastico dal preside!
Vi ringrazio per la cortese attenzione
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 10:52
martedì, 06 maggio 2008

A me non piace lamentarmi, benché lo faccia più spesso di quanto non mi allacci le scarpe (si, porto scarpe prive di lacci). E non so perché ultimamente venga a farlo proprio qui lasciando, tra l'altro, mezze verità e frasi prive di senso se decontestualizzate.
Volevo tranquillizzare qualcuno di voi.
Sto benino.
Non posso negare che siano successe delle cose che hanno messo a dura prova la resistenza del mio ottimismo ma il loro effetto su di me, adesso, è direttamente proporzionale al mio modo di vederele e analizzarle, viverle, relativizzarle.
Continuo a camminare in avanti (non dirittta perché quando cammino mi distraggo a guardare in giro), provando ad allevare una mia pseudo crescita personale nutrendola maldestramente ma con impegno, ogni giorno.
Altra cosa che non posso negare è quanto tutto questo abbia contribuito a rendermi un tantino asociale e di ciò mi scuso. Non sono mai riuscita a fare troppe cose tutte insieme perchiò chiedo scusa se non è più mia abitudine stare a pregare la gente per vedersi, se non telefono mai e se non sono più piena di pensieri per tutti.
Stavolta mi concentro su di me, sulla lotta contro il fallimento emotivo e  sull'amore della mia vita nonché fonte di ottimismi ritrovati.
Vorrei che questo posto tornasse a diventare parco di immani cazzate e mi impegnerò in questo senso.
Le cose che vedo sono ancora qui.
Vi voglio sempre bene
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 12:04
giovedì, 17 aprile 2008

Il fallimento è il mio migliore amico.
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 23:35
giovedì, 28 febbraio 2008

La realtà è che io non ce la faccio.
Io fingo. Sempre.
Mi dico: "Ma si, io sono più forte di quanto io stessa non creda, posso fare quello che voglio."
Il problema è che io non so sempre cosa voglio.
Voglio essere padrona della situazione,
voglio risolvere i mali del mondo,
voglio perdere 2 kili,
voglio volere.

La realtà è che io non ce la faccio.
Io fingo. Sempre.
La realtà è che io voglio nascondermi.
Voglio rannicchiarmi in fondo al letto e non uscire più.
Voglio smettere di ascoltare e parlare.
Voglio smettere di pensare.

Ma in fondo la realtà non è neanche questa.

Voglio starmene tranquilla.
Forse questa è la realtà.
Quella vera.
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postato da AlinaBabaFriend alle ore 18:36
giovedì, 24 gennaio 2008

Se avremo ancora un po' da vivere
La primavera, intanto, tarda ad arrivare



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